Dietro i percorsi “Donna Oltre” mi (mal)celo io: Roberta Abd El Gawad, classe 1987, una laurea in Neuroscienze Cognitive e una valigia piena di progetti da realizzare.
Primo fra tutti? Impiegare le mie conoscenze per aiutare le donne della mia generazione a farsi strada con successo nel lavoro e nella vita.

Donna, omnipotenziale, millennial, femminista, collezionista di passioni, orgogliosamente neurodivergente e nerd.
Il mio percorso fin qui
Dopo la laurea in Neuroscienze Cognitive e tanta tanta introspezione ho fatto una scelta di vita ben precisa. Mi sono detta che non intendo bruciare i migliori anni della mia vita nella ruota per criceti che altri hanno costruito per me.
Lo so, lo so, non si può davvero sfuggire alle maglie strettissime del capitalismo, questo è il mondo in cui siamo nate e in fondo il terreno di scontro non lo scegliamo noi. Con una consapevolezza diversa sui meccanismi e un pizzico di creatività, però, vi assicuro che si può almeno tentare di cavalcare il sistema e magari (con la guida giusta e un pizzico di fortuna) a piegarlo ai nostri desideri e ambizioni.
Personalmente ho quindi optato per sacrificare un pezzetto di sicurezza a favore di occupazioni che mi garantiscono maggiore flessibilità:
Perché i percorsi “Donna Oltre.”
Come molte mie coetanee (e forse come te che ora stai leggendo), durante il mio cammino ho dovuto spesso improvvisare. Mi è mancata una guida forte che mi aiutasse a capire come gira il mondo.
Del resto noi millennial siamo figlie dei baby boomer e le loro sfide erano ben diverse da quelle che affrontiamo noi ogni giorno: loro sono venuti su durante il boom economico, a noi hanno lasciato solo qualche briciola, due crisi finanziare globali e l’inflazione dei titoli di studio; loro sognavano il posto fisso, noi sogniamo un lavoro location indipendente che ci permetta di fare la differenza mentre andiamo in giro per il mondo; loro tutti presi dalla TV, noi libere di raccontare le nostre passioni attraverso i social. E la lista delle differenze potrebbe essere ancora lunga, ma il punto non è tanto il gap generazionale. Il punto è il gap informazionale.
Non gliene faccio una colpa, sia chiaro: come avrebbero potuto aiutarci a comprendere un mondo che non conoscono neanche loro e che evolve così velocemente?
Ora che siamo adulte però sta a noi colmare quel gap, con molta fatica, moltissimo tempo e l’aiuto di strumenti e tecnologie sempre nuove che ci danno accesso a tutta la conoscenza di cui abbiamo bisogno. L’intento che mi pongo con i percorsi “Donna Oltre” in definitiva è questo: aiutare le mie coetanee, le donne millennial, ad acquisire nuovi strumenti per farsi strada in questo mondo in continuo cambiamento.
Il team
Mi avvalgo della collaborazione di diverse figure professionali per portare avanti il cammino verso la mia mission:




